RENTRI, il il nuovo registro per la tracciabilità dei rifiuti.

rentri tracciamento rifiuti

Pensavamo oramai che il SISTRI fosse cosa passata, ma invece ha cambiato faccia, ed ora si chiama RENTRI.

Le notizie riguardanti la sperimentazione iniziale degli ultimi anni è meglio tralasciarle per evitare falsi allarmi, questa fase è superata.

Il governo ha trasmesso alla commissione europea lo schema di regolamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI).

Fino al 30 dicembre 2022 il governo italiano non potrà adottare il decreto, perché durante questo periodo le Istituzioni europee possono esprimere un parere sullo schema: decorso tale termine, se non verranno chiesti maggiori approfondimenti, il ministero potrà procedere con la pubblicazione ufficiale in gazzetta ufficiale.

Secondo la lettera a) del comma 1 dell’articolo 13 del decreto, dalla data di entrata in vigore del regolamento l’iscrizione al RENTRI è effettuata con le seguenti tempistiche

  • a decorrere da 18 mesi ed entro i 60 giorni successivi, per enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti, e per tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali;
  • a decorrere da 24 mesi ed entro i 60 giorni successivi, per enti o imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 10 dipendenti;
  • a decorrere da 30 mesi ed entro i 60 giorni successivi, per tutti i restanti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi obbligati ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 135 del 2018.

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